Inserito nella sezione News e novita' il 26 luglio 2010 da STAFF

ADNKRONOS – Cresce il fatturato del mondo dei giochi pubblici che nel 2010 ha fatto registrare un primo semestre da record con una trentina di miliardi di fatturato. Tuttavia, sottolinea Raffaele Ferrara, direttore generale dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di stato (Aams), dietro questi dati c’è il successo della lotta all’illegalità. Con un fatturato del settore passato dal 2003 al 2009 da 15 a 55 miliardi di euro, Ferrara osserva che «un differenziale di 40 miliardi non è possibile che sia tutto proveniente da gioco nuovo». Quanto al ruolo dell’amministrazione pubblica, per Ferrara «lo Stato c’è perchè c’è il gioco e non viceversa. Il proibizionismo non ha mai dato grandi risultati. Lo Stato ha il ruolo di fissare regole e paletti, lasciando il cittadino libero di giocare, ma dentro precisi confini e tutele». Fra gli interventi che hanno permesso di contrastare il gioco illegale, Ferrara ricorda come «sulle new slot, ormai tra i giochi più in voga, il ritorno in vincita per i giocatori è stato fissato in una misura non inferiore al 75 per cento. Dal canto suo l’Erario ha ridotto dal 13,5% al 12% l’aliquota di prelievo con l’obiettivo di aumentare la base imponibile. La quota restante, attorno al 13% è il giro d’affari per chi investe in questa industria. Nel 2008 le sole macchinette hanno generato 2,5 miliardi di ricavi». La criminalità organizzata, ammette il direttore generale Aams, «ha ancora molta attenzione al mercato dei giochi» , ma Ferrara ricorda che «inizierà a operare entro il 15 settembre il nuovo comitato di alta vigilanza sui giochi», un tavolo coordinato dalla presidenza della direzione generale dei monopoli nella nostra sede centrale. E l’Italia, conclude, «con la sua ‘liberalizzazione controllatà è divenuta un modello da copiare e da studiare» all’estero.

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